Con la primavera alle porte 5 incantevoli giardini nel Centro Italia, tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio da visitare almeno una volta nella vita

 

L’Italia è nota in tutto il mondo per la meraviglia dei suoi spazi e parchi verdi perfettamente curati e disseminati in lungo e largo nel Bel Paese. In questo piccolo ma chic tour vi portiamo nel cuore del nostro territorio, tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio dove – non appena sarà possibile poter riprendere a viaggiare e spostarsi –  val bene almeno una volta nella vita visitare questi 5 magnifici giardini.

Caratterizzati sia da uno stile formale e nobile sia da un approccio più rilassato e colorato, ma altrettanto incantevole – che già le immagini possono iniziare a raccontarvi – si nota la maestria botanica che questi scrigni naturalistici racchiudono.

Pronti? Iniziamo il nostro bellissimo itinerario nel verde!

Parco di Villa Trecci, Montepulciano

 

Posto in uno degli angoli della Toscana più vocati al gusto, tra Montepulciano e Pienza, il parco di Villa Trecci esprime tutta la sua bellezza e maestosità che anziché viziare il palato arricchiscono gli occhi al primo sguardo. Progettato dal paesaggista Adelmo Barlesi, che ne è il proprietario insieme alla storica dell’arte Cinzia Sorlini, il giardino si sviluppa su un’ area di circa tre ettari.

 

Il parco è stato realizzato a partire dal 2015 e aperto al pubblico solo dal 2018,  e seppure così recente e moderno la leziosità unita ad una stilosa cura nobiliare degli spazi, lo rendono un luogo esteticamente d’altri tempi. Il parco si sviluppa in più ambienti tematici: Il giardino della biblioteca, con piante mediterrane – e chiamato così per via dell’edificio che ospita uno studio e una biblioteca con libri di giardinaggio e paesaggismo. Il boschetto, con piante da tutto il mondo: dai meli da fiore ai liquidambar, dalle felci canadesi ai calicanti cinesi.

L’Aiola delle graminacee con innumerevoli piante in continuo cambiamento di colori e volumi. La limonaia di impronta toscana con il suo riverbero nelle acque della fontana di fronte. E poi  il roseto, il lago delle acquatiche con la palude, il Giardino degli olivi e il Giardino delle piante grigie. Infine il laghetto con una collezione di ninfee e sulle rive tante piante palustri. A unire le varie zone tematiche del parco una lunga aiuola di graminacee, che riempie le scene di toni cangianti dalla primavera all’autunno e ospita, nell’ondeggiare leggero del fogliame, erbacee perenni e bulbose.

Oltre quattrocento le diverse specie di piante riunite nel giardino che non non è necessario innaffiare durante i mesi estivi e che –  insieme alle tecniche di risparmio e riciclo dell’acqua con cisterne di immagazzinamento dell’acqua piovana – rendono questo giardino incredibilmente sostenibile.

 

 

Giardino di Villa Gamberaia, Settignano, Firenze

 

Sulle colline di Settignano, con affaccio impagabile sia sulla città di Firenze sia sulla valle dell’Arno – grazie ai terrazzamenti antichi –  sorge Villa Gamberaia, connubio di estro paesaggistico e architettonico. Ai primi del ‘600, Zanobi Lapi, mercante Fiorentino acquistò la villa – i cui esordi si possono far risalire al tardo ‘300 – e dette inizio alla costruzione del corpo principale sfruttando, in parte, fondamenta già esistenti. È a lui ed a suoi due nipoti che si devono la ricomposizione delle due aree principali del giardino e la creazione dell’ingegnoso sistema di fontane.

La villa fu terminata nel 1610 e abitata dalla famiglia Lapi sino alla vendita ai marchesi Capponi, che ampliarono il giardino e vi aggiunsero statue e fontane. E’ alla fine del 1800 che si diede avvio ad una ulteriore trasformazione dei giardini, valorizzando il tradizionale assetto di sempreverdi con piantagioni multi-cromie di rose e fiori. Il tutto avviò l’incisiva mutazione da settecentesco giardino all’italiana prospiciente la villa a  in un sfavillante ed estroso gioco di pieni e di vuoti, nel quale vasche di acqua delimitate dal bosso potato sostituiscono i parterre.

Un grande viale a prato che culmina a nord in un ninfeo ornato a bassorilievo e aprendosi a sud sulla valle si sviluppa lungo un asse longitudinale di 225 metri. Sull’altro asse trasversale, lungo 105 metri, si trova il cabinet decorato con statue. I giochi d’acqua e quattro scalinate simmetriche che danno accesso a due boschi di lecci secolari e al giardino dei limoni, con peonie arboree e spalliere di rose “Albertine” rendono dinamismo e vivacità al disegno d’insieme del parco.

 

 

 Parco di Villa Fidelia, Spello, Perugia

Posta nel cuore dell’Umbria questa romantica residenza storica si trova a due passi dalle più note Assisi e Perugia, nel territorio di Spello, la cosiddetta “colonia Julia”, non distante dai resti del teatro romano.  Il complesso, caratterizzato da un’importante stratificazione storica, fu commissionato nel XVI secolo dalla famiglia Urbani e fu costruito sui resti di un santuario appartenente a un insieme sacrale di epoca classica (risalente al IV secolo). Visto dall’alto il parco di Villa Fidelia si presenta come un ordinato disegno che sottolinea la vocazione del territorio alla bellezza,  all’arte e all’armonia. Sono proprio gli ambienti esterni alla villa ad attrarre maggiore interesse:iIl giardino vesuviano o barocco, il galoppatoio, le declinazioni del giardino all’italiana, il parco.

 

 

Il giardino vesuviano si estende su un piano pendente suddiviso in terrazzamenti uniti tra loro da fontane e scalinate serpentine ed è fasciato ai lati da filari di cipressi. In fondo troviamo trova l’esedra dell’orologio, un elegante prospetto a nicchie la cui scalinata dà accesso al parco. Il galoppatoio, disposto a lato, è costituito da un circo che prende forma dalla duplice corona di lecci.

 

 

Dalla parte posteriore del circolo si avvia il ripiano stretto e lungo del giardino all’italiana con siepi di bosso e vasi di agrumi. A nord il giardino è perimetrato da un alto muro a nicchioni. Nell’immediata parte superiore si schiude il parco di lecci e ancora filari di cipressi e pini marittimi.

 

 

Parco Storico Seghetti Panichi, Castel di Lama, Ascoli Piceno

 

Il contrasto netto che divide la costruzione di difesa sul torrente Lama, che già nel Medioevo era stata torre, castello, palazzo di campagna, con il lezioso e affettato giardino, è l’elemento chiave per farsi affascinare da questo meraviglioso spazio verde. Disegnato e costruito dal botanico e paesaggista tedesco Ludwig Winter, questo  giardino di impianto paesaggistico romantico è il primo parco storico bioenergetico d’Europa, è ricco di palme.

Le molteplici specie di piante presenti e la struttura armoniosa e proporzionata del complesso fanno si che si intraprenda un vero e proprio viaggio rilassante all’insegna della calma e del beneficio interiore una volta approdati nel giardino.

Molte specie di piante sono caratteristiche del paesaggio naturalistico proprio delle Marche, quali querce e faggi rossi. Altre, in modo particolare vicino al laghetto, sono orientali: dorati Ginkgo biloba, Prunus rosa del Giappone che, primi a fiorire, sono messaggeri della primavera, un leggero Taxodium disticum ed una Sophora japonica ‘Pendula’. Nello specchio d’acqua inoltre vivono ninfee e fiori di loto bianchi. Dalle palme, ulivi ed aranci di antichi esemplari che crescono nel giardino viene prodotto un olio per il corpo

 

Torrecchia Vecchia, Cisterna di Latina

 

A sud di Roma, nei pressi di Latina, dalle rovine di un villaggio medievale,  sorge il decadente e romantico giardino all’inglese di Torrecchia Vecchia, uno scrigno poetico riconosciuto Monumento naturale a livello internazionale. Uno scrigno botanico che sembra essere il  risultato di interventi leggerissimi per salvaguardare un aspetto il più possibile incolto, agreste, selvaggio.

I proprietari chiesero alla celeberrima Gae Aulenti di rinnovare il granaio del Seicento, convertendolo in abitazione. Si affidarono poi a Lauro Marchetti, curatore del meraviglioso e vicino Giardino di Ninfa il quale diede un accento molto genuino e naturalistico al progetto iniziale. Sono state quindi creati alcuni ambienti vegetali unitamente a un corso d’acqua lungo il pendio.

Con il successivo intervento furono inseriti moltissimi alberi e piante verdi con fiori candidi, e poi arbusti ed erbacee perenni. Frange spontanee e prati quasi naturali si succedono immediatamente in una avanzamento che dalla residenza arriva al bosco; rose rampicanti, nivei e glicini  ornano i muri. Da una zona più regolare e ordinata intorno all’abitazione − con melograni e limoni e pergole di glicine e rose − si arriva gradatamente a una dimensione quasi del tutto selvaggia. Lo sguardo di insieme del disegno botanico è dettata dalla predilezione di fioriture con cromie impalpabili, candide, bianche. Un eden naturalistico che va assolutamente visitato.